Sulla lavagna della mia cucina avevo segnato un autore ed il suo ultimo libro, visto in una trasmissione televisiva; si tratta di qualche mese fa, per cui adesso non si riesce a leggere molto bene il nome, ma il titolo si: si trattava di Sandro Veronesi e del suo Caos Calmo. Mi aveva incuriosito immediatamente il tema della sopravvivenza alla morte, cioè di come ci si comporta quando una persona a noi cara viene colpita da un evento così estremo, ancor più come tutto questo viene vissuto dai bambini; mi sembrava il caso di appuntarmi questo libro e l'ho fatto, anzi volevo comprarlo subito ma la mia solita pigrizia ha avuto la meglio. Non è la prima volta. Già qualche anno fa mi era capitato di ascoltare alla radio un commento al libro Vita di Melania G. Mazzucco, ed anche qui mi aveva incuriosito come i bambini avevano vissuto e vivessero tutt'oggi, magari con un colore diverso di pelle, la migrazione, l'abbandono dei propri cari, della propria terra. Lo comprai prima che il libro vincesse il premio Strega.
Adesso non ho fatto in tempo, ma il libro lo comprerò lo stesso.
Forse è davvero finita: qualcuno ha ammesso di aver perso, ma non tutti, qualcun'altro ha risottolineato di aver vinto; e chi ha perso, dichiara che non basta con i controlli, che sicuramente ce ne dovranno essere di altri, più precisi, più puntuali, più dettagliati. Forse non sanno perdere, ma credo che dovranno imparare, non possiamo sprecare il nostro tempo (quello di tutti gli italiani) a pensare di aver imbrogliato o in qualche modo manipolato, bensì adesso è necessario rimboccarsi le maniche e, probabilmente, cercare di mettere rimedio agli errori fatti finora. Non che li abbiamo fatto solo loro, ma almeno si dia la possibilità di provarci, e questa volta davvero!
Eccoci di nuovo, dopo tanto tempo; sono riuscito a trovare qualche minuto libero per dirvi che sto ascoltando una bravissima jazz vocalist, Diana Krall, che ho 'scoperto' solo da qualche giorno e che mi è piaciuta tantissimo. Se vi piace il genere ascoltateLa e ne rimarrete affascinati, come è capitato a me.
Un saluto a tutti i miei seguaci (0, nel senso di zero)!
Salve a tutti ... o meglio a quei pochi che mi hanno seguito e che molto probabilmente sono giunti su altri lidi vista la mia latitanza! Riprendiamo con il comunicare delle piccole chicche che si trovano dalle mie parti, come quella che ho assaggiato domenica scorsa: la verza con carote e cotenna di maiale, cui poi sono stati aggiunti dei pezzetti di pane raffermo, accompagnata da una terrina di fagioli conditi con olio extravergine di oliva della zona ed il tutto innaffiato da un vino fatto ad arte dai contadini locali. Questa è stata la portata che più mi ha fatto ricordare quando anche mia madre cucinava così, faceva quei minestroni con verdura, patate, pane raffermo, qualche pezzetto di pane, oppure il soffritto, che adesso non si usa più. Per un po' sono andato indietro nel tempo, e mi è piaciuto molto!
Come forse sapete i primi piatti sono la mia passione, e quello che propongo oggi è davvero da gustare, in quanto delicato e sfizioso. La trafila di pasta suggerita è la 'calamarata', una pasta tipica di Gragnano a forma di anelli, così chiamata in quanto ricorda la classica forma ad anelli dei calamari fritti. Altri ingredienti sono le vongole, le melanzane tagliate a cubetti, qualche pomodorino tagliato a pezzetti non troppo piccoli, scalogno, sale, pepe, prezzemolo, olio. Il procedimento è molto semplice: tritare finemente lo scalogno e farlo appassire nell'olio per qualche minuto, aggiungere le vongole, le melanzane, i pomodorini, il sale ed il pepe e far cuocere per una decina di minuti. Nel frattempo lessare la pasta e quando è al dente mantecarla con il sugo preparato. Infine un po' di prezzemolo tritato darà il giusto odore e colore a questo piatto veramente delicato e molto gustoso, oltre che facilissimo da preparare.
Buon appetito.
Come qualcuno aveva già preannunciato, anche il nostro rinomato 'baba' ha origine al di fuori del nostro paese. Risale alla metà del '700; fu il re Stanislas Leczynski, suocero di re Luigi XV a inventarlo. Uno dei suoi hobbies preferiti era quello della cucina, e si cimentava per inventare sempre nuove ricette.
Prese spunto da un dolce molto in voga in quel periodo che però giudicava troppo asciutto, decise di modificarlo bagnandolo con uno sciroppo di rhum caldo e lo chiamò Ali Babà in onore al famosissimo racconto de "Le mille e una notte". Il dolce poi con il solo nome Babà venne esportato quindi da Parigi a Napoli dove è rimasto nella tradizione popolare.
A torto si pensa che le origini di questo dolce molto delicato siano tirolesi, austriache o germaniche, ma non è così; si tratta infatti di una variante di un dolce tipico originario della Turchia chiamato Baclava. Negli secoli ha mantenuto la sua ricetta originale, che lo descrive come un impasto di noci, frutta secca e pane ammorbidito con un liquore forte e cotto al forno. Nel XVI secolo i Turchi sconfissero gli ungheresi e nei duecento anni di dominio che ne seguirono ci fu uno scambio culturale e gastronomico che fece conoscere all'Ungheria anche questo dolce. La variazione che conosciamo è quella in cui vennero aggiunte le mele alla ricetta originale, che ne era priva.
Ieri ne ho assaggiato un pezzettino preparato da mia moglie, che spesso si diletta in cucina; lei oltre alle mele ha usato come ingredienti delle mandorle e un po' di marmellata. La mandorla offre un buon contrasto con gli altri ingredienti, sia come consistenza che come sapore, infatti il dolce intenso della marmellata e delle mele si concilia bene con il gusto leggermente amaro delle mandorle.
Spero vi sia venuta una gran voglia di mangiarne una fetta!!!
Invece della solita polpetta di carne, propongo una novità, almeno per me fino a ieri: si tratta della polpetta di ricotta. E' facile da realizzare; bisogna avere ovviamente una ricotta molto fresca, farina, uova, sale e pepe; per questa preparazione non si utilizza il pan grattato, ma dopo avere impastato insieme ricotta, uovo e farina si frigge il tutto e ... come al solito ... provare per credere.
Io non l'ho provata ancora ma credo di farlo al piu' presto.
Alla prossima!
Si tratta di una ricetta singolare, da provare subito altrimenti si perde il gusto di verificarne la bontà. Per prima cosa bisognerà tritare la cipolla e dorarla in una pentola con olio di oliva, quindi aggiungere noci e pistacchi tritati (non troppo finemente) e solo alla fine il salmone ed il pepe nero in grani. Nel frattempo deve essere cotta la pasta in acqua salata e dopo averla scolata, aggiungere il sugo precedentemente preparato e un tuorlo d'uovo (uno solo per 2 persone, quindi regolarsi in base al numero dei commensali) per legare il tutto. Infine una buona macinata di pepe nero e ... buon appetito.
Io l'ho provata e vi assicuro che la ricetta è veramente squisita.
Di nuovo una ricetta vista nella ormai famosa trasmissione di cucina in onda su raiuno tutti i giorni feriali: si tratta di un piatto veramente ricco.
Prima di tutto è necessario preparare la polenta e contemporaneamente un sugo alla bolognese, cioé con carote, carne macinata, cipolla, ecc. Quando la polenta è raffreddata, bisognerà tagliarla a fettine un po' larghe ma non troppo spesse, e si comincerà a disporle in fila in una teglia da forno. Dopo aver sistemato il primo strato, si coprirà con il sugo precedentemente preparato, quindi un altro strato di polenta, e poi uno strato di mozzarella con abbondante parmigiano, e così alternando ad ogni strato di polenta il sugo ed i formaggi. L'ultimo strato di polenta sarà ricoperto dal sugo. Mettere in forno e cuocere per circa 20 minuti.
Il risultato sarà certamente... esplosivo.
Variante: al posto della mozzarella è possibile usare la provola affumicata, che dà più sapore.
De gustibus non disputandum est
regolarmente pagato *loading* volte
"Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001"